MISS DRONIO
Autore: Umberto
Popolo di HopUp, bentrovate e bentrovati.
Premetto che questa recensione arriva con un paio di stagioni di ritardo, ma spero che i miei colleghi e “redattori” mi perdoneranno.
La Miss Dronio è una “tipo grisette”, concepita e strutturata dal birraio Nico Ventura principalmente per accompagnare un menù a base di pesce. Il suo nome è ispirato all’omonima villain dell’anime giapponese Yattaman, particolarmente popolare in patria e nel resto del mondo tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso. Questo stile brassicolo era particolarmente in voga nel 1800, quando queste birre ristoravano le gole e le menti di contadini e minatori belgi e francesi al termine delle loro estenuanti giornate lavorative.
La schiuma fine e dal nitido bianco perlaceo è al tempo stesso compatta e pannosa, un inizio invitante che ci trasporta morbidamente verso il primo sorso. Il colore è un biondo distintamente opalescente, con chiari riflessi dorati caratteristici della famiglia brassicola di appartenenza. L’olfatto viene subito allietato dalla forte componente agrumata, ulteriormente sostenuta dalla leggerezza delle note floreali dell’ibisco, che restituiscono una gradevole sensazione di freschezza.
Il principale punto di forza della Miss Dronio risiede nel contrasto peculiare tra il primo assaggio, nel quale si colgono immediatamente le sfumature dissetanti legate all’utilizzo delle scorze d’arancia, ed il marcato retrogusto del sale rosa dell’Himalaya, che lavora in senso opposto. Le papille gustative vengono continuamente stimolate nel corso della bevuta da questo piccolo gioco di prestigio nel quale si viene coinvolti, ricordando per certi versi bevande non necessariamente alcoliche.
Non risulta affatto casuale che al corpo leggero ed alla bassa gradazione alcolica di 4,9% corrisponda una spiccata frizzantezza, simile a quella di alcuni analcolici. Un lieve sentore amaro è percepibile proseguendo nella bevuta, ma non risulta eccessivo né invasivo.
Cheers to everyone!